lunedì 11 giugno 2007

Tre di tre

Allora, qua le possibilità sono tre.
Posto che io sono l'unica trentenne di mia conoscenza con un lavoro sicuro a tempo indeterminato e perciò profondamente, profondamente scontenta, perché? Perché per il lavoro sicuro a tempo indeterminato di cui sopra l'unica cosa che serve è il caro vecchio diploma di scuola superiore, e io, non per essere snob, ma ho fatto questo, questo e questo, e se avessi voluto nella vita esercitare la professione sicura e a tempo indeterminato di cui sopra, avrei potuto risparmiarmi una decina d'anni di dolori di panza -dovuti tanto ad ansia da esami quanto a pasti a base di tubetti lisci con l'olio da indigenza studentesca (i pasti a base di tubetti lisci con l'olio in realtà li faccio ancora, ma la ragione attuale è lo shopping compulsivo da frustrazione professionale che mi lascia con pochi spiccioli per la spesa alimentare)- e quindi, in Italia funziona così, e non dico niente di nuovo, non pensate che non ne sia consapevole: o non studi e trovi un lavoro tutto sommato ben retribuito e spesso vitalizio, oppure butti dieci anni e molti soldi per farti una cultura e ritrovarti infine nel meraviglioso mondo dell'eterno stage. Oppure butti dieci anni e molti soldi per farti una cultura e trovi un lavoro tutto sommato ben retribuito e vitalizio, per cui sei iperqualificato e che ti frustrerà a vita. La situazione è tipica dei paesi in via di sviluppo (per dire, ricordate il mito dei tassisti laureati dell'Irlanda pre-boom? ciò dovrebbe farci sperare in un boom economico, che però immagino avverrà quando per noi sarà troppo tardi). Dicevo comunque, che il terzo è per l'appunto il caso della sottoscritta, che a questo punto ha anch'essa tre scelte: tenersi la frustrazione e la futura gastrite e continuare a sorridere a chi la chiama fortunella perché ha lo stipendio garantito, mollare il lavoro sicuro per buttarsi nel meraviglioso mondo dell'eterno stage -il che significa, nel suo caso specifico, diventare una barbona e venire evitata anche dagli altri barboni come una novella Mia Martini, visto che tutte le volte che nella vita le è stato offerto uno stage, l'azienda offerente è fallita prima che ella potesse iniziare lo stesso- , oppure ritirarsi in un paesino lappone a coltivare mirtilli e scrivere il Grande Romanzo.
Ho finito. Perché ho sentito l'esigenza di rendervi partecipi di codeste profonde riflessioni? Perché stavo sudando le solite lacrime sanguinanti sulla mia Opera Seconda (e la prima? Sta arrivando, sta arrivando!) e ho avuto un attimo di blocco dello scrittore, per cui le opzioni, anche stavolta, erano tre: buttarmi sullo shopping compulsivo (scartata per avverse condizioni climatiche), sul Carte D'or Follia al cioccolato (fatto) oppure tediare il prossimo con le superflue elucubrazioni.
Credo che il blocco, nel mentre, sia passato. Grazie a tutti.

7 commenti:

NonnoInutile ha detto...

Io, per non saper leggere ne SCRIVERE, a Lappoland a coltivar mirtilli ci andrei di corsa. Il lavoro tientelo stretto e non fare scemenze. La persona che sei non dipende da pezzi di carta, ne da qualifiche di alcun tipo e la Kultura serve solo a chi ne fa uso. Sbrigati con l'opera prima sono curioso.
Un abbraccio!

Anonimo ha detto...

nessuno ti dirà mai di mollare il tuo lavoro a tempo indeterminato e mollarlo da parte tua sarebbe un atto di coraggio o una follia. Dipende dai punti di vista!l'ideale come ti ho detto altre volte è cercare di tenersi un ampio spazio per l'altro versante, quello creativo e gratificante!!!!qui dalla tua terra natia facciamo il tifo per te:) un bacione Manu

LB ha detto...

Ma no che non lo mollo, tranquilli! Però Nonno, pensiamoci al mirtillificio!

emme ha detto...

oh se andate in lapponia contatemi

LB ha detto...

Emme, la mia idea sta avendo un successone, possiamo mettere su una cooperativa!

Atipica ha detto...

1)Hai studiato a Chieti, quindi domando: sei abruzzese? Perchè, caso mai t'interessasse, io sono nata all'Aquila e i primi 20 anni della mia vita li ho vissuti a Teramo...
2)Condividiamo il problema dello shopping compulsivo, solo che io ci devo aggiungere il precariato
3)In lapponia voglio venire anch'io...

LB ha detto...

1) no, un po' più giù, appena appena. Con L'Aquila condividiamo le temperature polari, per cui
3)in Lapponia ci troveremo benissimo!